Benvenuti nell'eminem italian blog, uno spazio interamente dedicato a Marshall Mathers, il rapper bianco più discusso e controverso sulla scena musicale.
Intervista Eminem 60 minutes Tradotta
Ecco come promesso l'intervista tradotta di Anderson Cooper a Eminem per "60
minutes" effettuata da Sissy

L'incredibile ascesa al successo di Eminem
Il suo vero nome è Marshall Mathers, ma voi probabilmente lo conoscete
come Eminem. Lui è l'artista che ha venduto di più nel decennio passato, guadagnando 11 Grammies, 1 Oscar, e montagne di critiche per testi più
profani che poetici.
Se siete fan del rap o meno, la storia di Eminem è uno straordinario racconto
di successi, contro ogni probabilità -una storia di cui lui non ha parlato molto
fino ad ora.
“60 minutes” e Anderson Cooper lo hanno incontrato a Detroit nella sua città,
per capire come, un ragazzo bianco senza diploma, potesse essere capace di spingere se stesso al top di un'arte di predominio degli afro-americani.
Quando Eminem lo scorso mese è tornato ed ha performato a Detroit davanti a 40.000 persone, è stato un ritorno trionfale per la super-star.
A 37 anni, sobrio, dopo aver lottato contro la dipendenza negli ultimi cinque anni, lui ha l'energia e l'intensità di un pugile, un combattente che vuole ottenere dalla folla un'unica semplice cosa: <Rispetto>, lui dice a Cooper.
<Sai, non voglio che suoni banale, ma io mi sono sentito come un combattente. Sono stato attaccato per questa o quell'altra ragione, ed io devo combattere a mio modo attraverso tutto questo.>
Lui è stato un combattente fin da quando era un bambino, vivendo nella parte più dura della 8 Mile di Detroit, la strada che divide la periferia dei bianchi, dalla città per la maggior parte abitata dai neri. “8 Mile” è anche il nome del film in cui Eminem ha recitato, il suo personaggio era basto in gran parte su di lui: un aspirante rapper bianco, con un lavoro senza prospettive, una madre turbolenta e il sogno di sfuggire ad una squallida vita.
Per capire come Eminem è arrivato dov'è oggi, dovete sapere da dove viene: non solo da una brutta e malandata casa, ma da una serie di queste. Cresciuto da una mamma single, vivevano alla giornata, con l'aiuto saltuario dell'assistenza sociale, in costante movimento da un posto all'altro.
Eminem dice a Cooper che lui cambiava scuola ogni due mesi. <Cambiavo scuola due tre volte all'anno, quella era probabilmente la cosa più difficile di tutte.>
La più difficile e la più formativa -lui era un bambino timido in dure scuole pubbliche ed era frequentemente vittima di bullismo.
<Sei stato picchiato da bambino?> chiede Cooper.
<Sì, ti faccio un po' di esempi. Picchiato in bagno, nei corridoi, spinto dentro gli armadietti. Sai, solo perchè, per la maggio parte, ero il bambino nuovo.>
Scopre il rap da adolescente, e nel suo linguaggio duro e da strada, trova la sua voce.
Dopo aver lasciato le scuole superiori, comincia a competere nelle rap battle locali -un combattimento verbale uno a uno, dove lo scopo era essere abili con le rime e con gli insulti migliori-.
<L'hip hop è sempre stato vantarsi e vantando e 'Io sono migliore di questo e io sono migliore di quello'. E finalmente avevo trovato qualcosa che sì…. questo ragazzo qua… sai…. lui poteva avere più ragazze, poteva avere….. sai… avere vestiti più belli o qualunque altra cosa, ma lui non può fare questo come me. Capisci cosa voglio dire? Lui non può scrivere quello che sto scrivendo adesso. Ed ho iniziato a sentire come…. sai…. forse Marshall ottiene un po' di rispetto.>
Questo rispetto era difficile da conquistare. Lui era spesso l'unico ragazzo bianco a competere nei club underground.
<Ti nutrivi del fatto che forse le persone ti sottovalutavano? O non ti rispettavano?> chiede Cooper.
<Oh decisamente, decisamente. C'era certamente come un ribelle, come una rabbia giovanile dentro di me. E c'era anche il fatto che non si sfuggiva al fatto che io fossi bianco e sai questa è una musica prevalentemente dei neri. E le persone dicendomi 'Tu non ne puoi fare parte, cioè tu non puoi riuscire perchè tu hai questo colore'. Allora tu vuoi mostrare a queste persone che tu puoi e lo vuoi.>
Fin da quando Eminem è uscito dall'underground ed è entrato nel mainstream nel 1999, ha stupito sia il pubblico che la critica con la sua abilità nel raccontare storie attraverso la musica e con i suoi giochi di parole veloci e infuocati.
Lui scrive tutto delle proprie canzoni e si diletta rimando parole in un modo che altri non possono fare.
Parliamo di questo nel suo studio di registrazione privato.
Eminem spiega: <Sta tutto nell'enunciazione. Cioè, le persone dicono che la parola 'orange' non fa rima con niente e questo mi fa incazzare perchè io posso pensare molte cose che fanno rima con orange.>
Cooper: <Cosa fa rima con orange? Non riesco a pensare a niente.>
<Se tu prendi l'intera parola e dici solo orange, non c'è niente che può fare esattamente rima. Se tu la pronunci e lo fai sillabandola?
O-r-a-n-g-e, tu potresti dire: 'I put my orange four-inch door hinge in storage and ate porridge with George'. Quindi devi solo capire l'abilità di spezzare le parole.>
Cooper: <Tu pensi a queste cose per tutto il giorno? Voglio dire, stai andando avanti. Tu pensi su come le parole fanno rima?>
<Sì, tutto il giorno. Sì effettivamente sto impazzendo con questo.>
Cooper: <Ma è interessante. Voglio dire, per un ragazzo che odiava la scuola, che ha ripetuto l'ultimo anno per tre volte, tu passi tutto il tuo tempo pensando alle parole.>
<Ho capito che non importa quanto male andassi a scuola, e non importa fino a che classe sono arrivato, son sempre andato bene in inglese.>
Cooper: <Ho sentito che leggevi il dizionario.>
<Io voglio solo essere capace di avere tutte queste parole a mia disposizione, nel mio vocabolario tutte le volte che ho bisogno di tirarle fuori. Sai, da qualche parte, sono state memorizzate, bloccate.>
Le sue parole sono memorizzate ma non sono esattamente bloccate: lui veramente le tiene dentro a delle scatole.
Nell'interno ci sono centinaia di frammenti di carta sui quali lui ha scarabocchiato ossessivamente parole e frasi.
<Aspetta, questo sembra un taccuino che viene da un hotel di Parigi?> dice Cooper guardando un po' di carte dentro una delle scatole. <Tu scarabocchi solo, tu hai quattro paroline che scarabocchi solo. Come fai a leggere questo? E' scritto in piccolo.>
Eminem: <So cosa dice, penso. Potrei usarlo effettivamente. Non è male.>
Non sono veramente testi, sono solamente idee che lui raccoglie. Le chiama 'stacking ammo' (accatastamento di munizioni).
Cooper: <Mi sono arrivate lettere da persone pazze che assomigliavano a questo. Qualche volta scritte tutte in maiuscolo oppure scarabocchiate come questo.>
<Sì?! Bè probabilmente è perchè sono pazzo.> Eminem replica con un sorrisetto compiaciuto.
Ascoltate le parole di molte delle sue prime canzoni e avrete la sensazione che la sua musica è stato un modo dolorosamente pubblico di risolvere i conti, inclusi quelli con sua madre.
E suo padre, che l'ha lasciato quando aveva sei mesi.
Chiedendogli se vuole incontrarlo, il rapper dice: <Non lo so. Non lo so. Alcune persone me l'hanno chiesto. Non penso di volerlo. E' solo che non capisco come, se le mie figlie fossero state in capo al mondo, io le avrei trovate. Nessun dubbio nella mia mente. Niente soldi, niente di niente, anche se non avessi niente, io troverei le mie figlie. Quindi, non ci sono scuse. Non ci sono scuse.>
Eminem può anche essere protettivo verso le sue figlie, ma è stato accusato di essere dannoso per tutti gli altri. Il linguaggio che lui ha usato nelle canzoni ha provocato proteste e accuse che lui promuove la violenza contro le donne e i gay. E' stato marchiato come misogino e omofobo.
Eminem: <Mi sono sentito attaccato. Sono stato l'unico. E questo per il colore della mia pelle? E' per questo che si sta prestando più attenzione? E' perchè ci sono certi rapper che fanno e dicono le stesse cose che io sto dicendo. E non ho sentito nessuno dire niente a proposito di questo. Io non ho inventato niente dicendo cose offensive.>
Cooper leggendo il testo di 'Kill You': <'Bitch, I'm gonna kill you, you don't wanna eff with me.' 'My word's like a dagger with a jagged edge that'll stab you in the head, Whether you're a fag or a lez, pants or dress, hate fags, the answer's yes'.>
Eminem: <Sì è questo il quadro che ne esce, sai, quella era una parola di uso comune. Faggot (frocio) era usata costantemente, reciprocamente, nelle rap battle, capisci quello che voglio dire?>
Cooper: <Ma, voglio dire, non ti piacciono le persone gay?>
<No, io non ho nessun problema con nessuno, capisci quello che intendo. Io sono solo quello.>
Cooper: <E per quei genitori che l'hanno sentita e dicono: 'Bè sai, mio figlio sente questo, sente che tu chiami qualcuno troia, o usi la parola che inizia con la -f-, ed inizia ad usarle anche lui.- Tu senti un senso di responsabilità?>
<Io sento che è il tuo lavoro fare da genitore a loro. Se tu sei genitore, sii un genitore. Capisci quello che dico? Io sono un genitore. Ho delle figlie. Voglio dire, che persona sarei se andassi in giro per la mia casa: 'Troia prendi questo….'. Capisci quello che dico? Cioè, io non impreco.>
Cooper: <Quello non è come tu sei nella tua vita reale?>
<Parolacce a casa mia, no! Ma questa è musica, questa è la mia arte, questo è quello che faccio.>
Nonostante le polemiche, o forse proprio per queste, lui ha venduto più di 80 milioni di album in tutto il mondo, ma ammette che è stato difficile adattarsi a tutte queste attenzioni. Per la maggior parte della sua carriera, era -fatto- durante le sue performance, ed alla fine è diventato dipendente al Vicodin, al Valium ed all'Ambien. Nel dicembre del 2007, è andato in overdose, collassando nel bagno di casa sua.
Eminem dice che è quasi morto: <Se io fossi arrivato in ospedale due ore dopo, sarebbe stato così. Perchè i miei organi, tutto, i miei reni, tutto era collassato. Si era bloccato tutto.>
E' sobrio da due anni e mezzo adesso. Ma ha dovuto reimparare a scrivere di nuovo, rappare di nuovo e anche come performare, ce lo ha raccontato alcune ore prima del suo concerto a Detroit per promuovere il suo nuovo album chiamato 'Recovery'.
Cooper: <Quindi questo è il tuo primo concerto in uno stadio negli Stati Uniti, da quando sei sobrio?>
<Sì>
Cooper: <Quando guardi e vedi 40.000 persone e tutte loro stanno cantando le tue canzoni…..>
Eminem: <E' pazzesco. Voglio dire, un artista può dire che si è abituato o qualsiasi altra cosa. Ma penso che probabilmente loro stanno mentendo se lo fanno. Perchè tu devi essere uno che fa impazzire, amico. Tu devi essere….cioè…tu devi essere preso dal vedere tutte queste persone e le loro facce. E capisci quello che voglio dire?>
Cooper: <E tu effettivamente vedi le loro facce quando performi?>
<Oh sì. Sì, lo faccio adesso. Prima era una gran confusione.>
“<Tutti quelli che qui sono fan di Eminem, io voglio solo prendere un minuto per dire grazie. Per il supporto che tutti voi mi avete dimostrato e per non aver rinunciato a me per le parecchie cazzate, grazie. Specialmente a te Detroit, ti amo. Questa canzone è per voi.>” Eminem dice al pubblico della sua Detroit, prima di performare la canzone 'Not Afraid'.
Le sue canzoni sono ancora profondamente personali, ma un po' della sua
rabbia si è ammorbidita. Nella sua nuova canzone 'Not Afraid', lui tende una
mano a quelli che hanno bisogno.
<Tu dici: 'Venite tutti e prendete la mia mano. Noi percorreremo questa strada insieme.' Dieci anni fa avresti mai potuto immaginare te stesso rappare
qualcosa come quello?> Chiede Cooper.
Eminem: <No, non avrei potuto. Probabilmente no. Non voglio andare oltre, ma se io sento che posso aiutare le persone che sono passate attraverso una situazione simile, allora, sai, perchè no?>
Il suo vero nome è Marshall Mathers, ma voi probabilmente lo conoscete
come Eminem. Lui è l'artista che ha venduto di più nel decennio passato, guadagnando 11 Grammies, 1 Oscar, e montagne di critiche per testi più
profani che poetici.
Se siete fan del rap o meno, la storia di Eminem è uno straordinario racconto
di successi, contro ogni probabilità -una storia di cui lui non ha parlato molto
fino ad ora.
“60 minutes” e Anderson Cooper lo hanno incontrato a Detroit nella sua città,
per capire come, un ragazzo bianco senza diploma, potesse essere capace di spingere se stesso al top di un'arte di predominio degli afro-americani.
Quando Eminem lo scorso mese è tornato ed ha performato a Detroit davanti a 40.000 persone, è stato un ritorno trionfale per la super-star.
A 37 anni, sobrio, dopo aver lottato contro la dipendenza negli ultimi cinque anni, lui ha l'energia e l'intensità di un pugile, un combattente che vuole ottenere dalla folla un'unica semplice cosa: <Rispetto>, lui dice a Cooper.
<Sai, non voglio che suoni banale, ma io mi sono sentito come un combattente. Sono stato attaccato per questa o quell'altra ragione, ed io devo combattere a mio modo attraverso tutto questo.>
Lui è stato un combattente fin da quando era un bambino, vivendo nella parte più dura della 8 Mile di Detroit, la strada che divide la periferia dei bianchi, dalla città per la maggior parte abitata dai neri. “8 Mile” è anche il nome del film in cui Eminem ha recitato, il suo personaggio era basto in gran parte su di lui: un aspirante rapper bianco, con un lavoro senza prospettive, una madre turbolenta e il sogno di sfuggire ad una squallida vita.
Per capire come Eminem è arrivato dov'è oggi, dovete sapere da dove viene: non solo da una brutta e malandata casa, ma da una serie di queste. Cresciuto da una mamma single, vivevano alla giornata, con l'aiuto saltuario dell'assistenza sociale, in costante movimento da un posto all'altro.
Eminem dice a Cooper che lui cambiava scuola ogni due mesi. <Cambiavo scuola due tre volte all'anno, quella era probabilmente la cosa più difficile di tutte.>
La più difficile e la più formativa -lui era un bambino timido in dure scuole pubbliche ed era frequentemente vittima di bullismo.
<Sei stato picchiato da bambino?> chiede Cooper.
<Sì, ti faccio un po' di esempi. Picchiato in bagno, nei corridoi, spinto dentro gli armadietti. Sai, solo perchè, per la maggio parte, ero il bambino nuovo.>
Scopre il rap da adolescente, e nel suo linguaggio duro e da strada, trova la sua voce.
Dopo aver lasciato le scuole superiori, comincia a competere nelle rap battle locali -un combattimento verbale uno a uno, dove lo scopo era essere abili con le rime e con gli insulti migliori-.
<L'hip hop è sempre stato vantarsi e vantando e 'Io sono migliore di questo e io sono migliore di quello'. E finalmente avevo trovato qualcosa che sì…. questo ragazzo qua… sai…. lui poteva avere più ragazze, poteva avere….. sai… avere vestiti più belli o qualunque altra cosa, ma lui non può fare questo come me. Capisci cosa voglio dire? Lui non può scrivere quello che sto scrivendo adesso. Ed ho iniziato a sentire come…. sai…. forse Marshall ottiene un po' di rispetto.>
Questo rispetto era difficile da conquistare. Lui era spesso l'unico ragazzo bianco a competere nei club underground.
<Ti nutrivi del fatto che forse le persone ti sottovalutavano? O non ti rispettavano?> chiede Cooper.
<Oh decisamente, decisamente. C'era certamente come un ribelle, come una rabbia giovanile dentro di me. E c'era anche il fatto che non si sfuggiva al fatto che io fossi bianco e sai questa è una musica prevalentemente dei neri. E le persone dicendomi 'Tu non ne puoi fare parte, cioè tu non puoi riuscire perchè tu hai questo colore'. Allora tu vuoi mostrare a queste persone che tu puoi e lo vuoi.>
Fin da quando Eminem è uscito dall'underground ed è entrato nel mainstream nel 1999, ha stupito sia il pubblico che la critica con la sua abilità nel raccontare storie attraverso la musica e con i suoi giochi di parole veloci e infuocati.
Lui scrive tutto delle proprie canzoni e si diletta rimando parole in un modo che altri non possono fare.
Parliamo di questo nel suo studio di registrazione privato.
Eminem spiega: <Sta tutto nell'enunciazione. Cioè, le persone dicono che la parola 'orange' non fa rima con niente e questo mi fa incazzare perchè io posso pensare molte cose che fanno rima con orange.>
Cooper: <Cosa fa rima con orange? Non riesco a pensare a niente.>
<Se tu prendi l'intera parola e dici solo orange, non c'è niente che può fare esattamente rima. Se tu la pronunci e lo fai sillabandola?
O-r-a-n-g-e, tu potresti dire: 'I put my orange four-inch door hinge in storage and ate porridge with George'. Quindi devi solo capire l'abilità di spezzare le parole.>
Cooper: <Tu pensi a queste cose per tutto il giorno? Voglio dire, stai andando avanti. Tu pensi su come le parole fanno rima?>
<Sì, tutto il giorno. Sì effettivamente sto impazzendo con questo.>
Cooper: <Ma è interessante. Voglio dire, per un ragazzo che odiava la scuola, che ha ripetuto l'ultimo anno per tre volte, tu passi tutto il tuo tempo pensando alle parole.>
<Ho capito che non importa quanto male andassi a scuola, e non importa fino a che classe sono arrivato, son sempre andato bene in inglese.>
Cooper: <Ho sentito che leggevi il dizionario.>
<Io voglio solo essere capace di avere tutte queste parole a mia disposizione, nel mio vocabolario tutte le volte che ho bisogno di tirarle fuori. Sai, da qualche parte, sono state memorizzate, bloccate.>
Le sue parole sono memorizzate ma non sono esattamente bloccate: lui veramente le tiene dentro a delle scatole.
Nell'interno ci sono centinaia di frammenti di carta sui quali lui ha scarabocchiato ossessivamente parole e frasi.
<Aspetta, questo sembra un taccuino che viene da un hotel di Parigi?> dice Cooper guardando un po' di carte dentro una delle scatole. <Tu scarabocchi solo, tu hai quattro paroline che scarabocchi solo. Come fai a leggere questo? E' scritto in piccolo.>
Eminem: <So cosa dice, penso. Potrei usarlo effettivamente. Non è male.>
Non sono veramente testi, sono solamente idee che lui raccoglie. Le chiama 'stacking ammo' (accatastamento di munizioni).
Cooper: <Mi sono arrivate lettere da persone pazze che assomigliavano a questo. Qualche volta scritte tutte in maiuscolo oppure scarabocchiate come questo.>
<Sì?! Bè probabilmente è perchè sono pazzo.> Eminem replica con un sorrisetto compiaciuto.
Ascoltate le parole di molte delle sue prime canzoni e avrete la sensazione che la sua musica è stato un modo dolorosamente pubblico di risolvere i conti, inclusi quelli con sua madre.
E suo padre, che l'ha lasciato quando aveva sei mesi.
Chiedendogli se vuole incontrarlo, il rapper dice: <Non lo so. Non lo so. Alcune persone me l'hanno chiesto. Non penso di volerlo. E' solo che non capisco come, se le mie figlie fossero state in capo al mondo, io le avrei trovate. Nessun dubbio nella mia mente. Niente soldi, niente di niente, anche se non avessi niente, io troverei le mie figlie. Quindi, non ci sono scuse. Non ci sono scuse.>
Eminem può anche essere protettivo verso le sue figlie, ma è stato accusato di essere dannoso per tutti gli altri. Il linguaggio che lui ha usato nelle canzoni ha provocato proteste e accuse che lui promuove la violenza contro le donne e i gay. E' stato marchiato come misogino e omofobo.
Eminem: <Mi sono sentito attaccato. Sono stato l'unico. E questo per il colore della mia pelle? E' per questo che si sta prestando più attenzione? E' perchè ci sono certi rapper che fanno e dicono le stesse cose che io sto dicendo. E non ho sentito nessuno dire niente a proposito di questo. Io non ho inventato niente dicendo cose offensive.>
Cooper leggendo il testo di 'Kill You': <'Bitch, I'm gonna kill you, you don't wanna eff with me.' 'My word's like a dagger with a jagged edge that'll stab you in the head, Whether you're a fag or a lez, pants or dress, hate fags, the answer's yes'.>
Eminem: <Sì è questo il quadro che ne esce, sai, quella era una parola di uso comune. Faggot (frocio) era usata costantemente, reciprocamente, nelle rap battle, capisci quello che voglio dire?>
Cooper: <Ma, voglio dire, non ti piacciono le persone gay?>
<No, io non ho nessun problema con nessuno, capisci quello che intendo. Io sono solo quello.>
Cooper: <E per quei genitori che l'hanno sentita e dicono: 'Bè sai, mio figlio sente questo, sente che tu chiami qualcuno troia, o usi la parola che inizia con la -f-, ed inizia ad usarle anche lui.- Tu senti un senso di responsabilità?>
<Io sento che è il tuo lavoro fare da genitore a loro. Se tu sei genitore, sii un genitore. Capisci quello che dico? Io sono un genitore. Ho delle figlie. Voglio dire, che persona sarei se andassi in giro per la mia casa: 'Troia prendi questo….'. Capisci quello che dico? Cioè, io non impreco.>
Cooper: <Quello non è come tu sei nella tua vita reale?>
<Parolacce a casa mia, no! Ma questa è musica, questa è la mia arte, questo è quello che faccio.>
Nonostante le polemiche, o forse proprio per queste, lui ha venduto più di 80 milioni di album in tutto il mondo, ma ammette che è stato difficile adattarsi a tutte queste attenzioni. Per la maggior parte della sua carriera, era -fatto- durante le sue performance, ed alla fine è diventato dipendente al Vicodin, al Valium ed all'Ambien. Nel dicembre del 2007, è andato in overdose, collassando nel bagno di casa sua.
Eminem dice che è quasi morto: <Se io fossi arrivato in ospedale due ore dopo, sarebbe stato così. Perchè i miei organi, tutto, i miei reni, tutto era collassato. Si era bloccato tutto.>
E' sobrio da due anni e mezzo adesso. Ma ha dovuto reimparare a scrivere di nuovo, rappare di nuovo e anche come performare, ce lo ha raccontato alcune ore prima del suo concerto a Detroit per promuovere il suo nuovo album chiamato 'Recovery'.
Cooper: <Quindi questo è il tuo primo concerto in uno stadio negli Stati Uniti, da quando sei sobrio?>
<Sì>
Cooper: <Quando guardi e vedi 40.000 persone e tutte loro stanno cantando le tue canzoni…..>
Eminem: <E' pazzesco. Voglio dire, un artista può dire che si è abituato o qualsiasi altra cosa. Ma penso che probabilmente loro stanno mentendo se lo fanno. Perchè tu devi essere uno che fa impazzire, amico. Tu devi essere….cioè…tu devi essere preso dal vedere tutte queste persone e le loro facce. E capisci quello che voglio dire?>
Cooper: <E tu effettivamente vedi le loro facce quando performi?>
<Oh sì. Sì, lo faccio adesso. Prima era una gran confusione.>
“<Tutti quelli che qui sono fan di Eminem, io voglio solo prendere un minuto per dire grazie. Per il supporto che tutti voi mi avete dimostrato e per non aver rinunciato a me per le parecchie cazzate, grazie. Specialmente a te Detroit, ti amo. Questa canzone è per voi.>” Eminem dice al pubblico della sua Detroit, prima di performare la canzone 'Not Afraid'.
Le sue canzoni sono ancora profondamente personali, ma un po' della sua
rabbia si è ammorbidita. Nella sua nuova canzone 'Not Afraid', lui tende una
mano a quelli che hanno bisogno.
<Tu dici: 'Venite tutti e prendete la mia mano. Noi percorreremo questa strada insieme.' Dieci anni fa avresti mai potuto immaginare te stesso rappare
qualcosa come quello?> Chiede Cooper.
Eminem: <No, non avrei potuto. Probabilmente no. Non voglio andare oltre, ma se io sento che posso aiutare le persone che sono passate attraverso una situazione simile, allora, sai, perchè no?>
@credit sissy non riportare altrove materiale esclusivo dell'eminemitalianblog

in allestimento
grazie ^^
penso che sia la migliore intervista di em dal suo ritorno e forse una delle migliori interviste che abbia mai fatto..
fra
Thanx…
Mi è piaciuta molto questa intervista…GRAZIE
,not A f r a i d
Sissy, innanzitutto GRAZIE A LEI che traduce sempre tutto anche se alcune cose le avevo già capite direttamente dalle parole dette da Eminem nell'intervista! XD ^_- Bella intervista, interessante, non da meno di altre ma forse un pò cortina….ma vabbè…FORZA EM! Loool.
GRANDEEEEEEE
Sissy che dire…grazie infinite ^^!!!!
TW
cio che dice e stupendo!. ha una grande forza interiore..
ecco xche no love mi e sembrato il bambino come lui cioe la sua parte da giovane.
quando stava a scuola ho intuito un po quello.
E cosi eccezzionale…non ho parole.
..Eminem..fantastico cm il solito..è un grande!! si dovrebbe prendere esempio da lui e dalla forza ke ha avuto!! semplicemente unico *_*!!…ovviamente grazie a sissy ^^..XD!!