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Traduzione intervista Paul Rosenberg

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Sotto è riportata la traduzione intergrale dell’intervista di Paul Rosenberg realizzata da M.Live pochi giorni prima dell’uscita di SHADY XV. Buona lettura!

Detroit, Michigan.
Chiamare gli ultimi 15 anni che Paul Rosenberg ha trascorso al fianco di Marshall Mathers una “corsa pazza” sarebbe un enorme fraintendimento.
Rosenberg è stato il manager di Eminem durante la sua dipendenza, la sua guarigione e riflessione e ha visto il suo amico passare dal vendere le sue
cassette da 6 dollari nel lato ovest della città ad assumere lo status di Rap God internazionale. Lo stress è stato inevitabile, ma Rosenberg, cofondatore
della Shady Records, non ha mai pensato di mollare o di allontanarsi dal suo amico. Questo legame indissolubile sta alla base del successo
della loro etichetta che ha prodotto una lista piena di artisti di successo come Yelawolf e il super gruppo degli Slaughterhouse, e dell’uscita, il 24
novembre del tanto atteso ShadyXV, un doppio album. “E’ un campo minato lì fuori” Rosenberg dice dell’industria discografica ” ci sono un sacco di
squali, un sacco di individui e di organizzazioni disoneste e poco raccomandabili. Quindi il fatto che che ce l’abbiamo fatta e che abbiamo fortificato il
nostro rapporto nonostante tutto è uno dei motivi principali per i quali siamo riusciti a far crescere questa compagnia.”
M.Live ha parlato con Rosenberg per riuscire a carpire qualche segreto del rapporto tra lui e Em, per avere qualche dritta su Shady XV e per capire in
cosa consistano i piani futuri dell’etichetta.

Si è parlato tanto dell’etica lavorativa di Em adesso che è sobrio. Che tipo di effetto ha avuto questo atteggiamento sull’etichetta e i nuovi
talenti [dell’etichetta]?
La sua etica pone gli standard per tutti gli altri dell’etichetta. Penso che il lavoro duro che ha fatto per rimettersi al passo come artista dopo che si è
disintossicato continui in modo tale da mantenere la sua presenza nella scena musicale per i suoi fans. La sua etica lavorativa è uno specchio del suo
desiderio di continuare a mantenere uno standard.
Va in studio come molta gente va in ufficio. Quindi 5 giorni a settimana, di solito dal lunedì al venerdì. Non fa esattamente dalle 9 alle 5, la sua giornata
è un po’ più lunga, ma è lì tutti giorni. E questo è ciò che si spera gli altri vedano quando vengono a lavorare con lui, quanto seriamente egli prenda tutto
questo. E’ estremamente appassionato di musica, del fare musica. Ci vuole un sacco di lavoro per essere produttivi come lui e mantenere la qualità dei
suoi standard.
Hai detto in un recente podcast di Rap Radar che speri che ci siano altri 15 anni di Shady records. Che piani avete per l’etichetta?
Non penso che i nostri gusti cambieranno tanto. Detto questo non penso ci saranno tanti cambi di direzione. Ma negli anni futuri speriamo di poter
firmare con degli artisti nuovi, con dei giovani che possano portare le cose avanti.

Gli Slaughterhouse sono un super gruppo rap in un periodo in cui non ce ne sono. Cosa possono aspettarsi i fans nel 2015 con il nuovo
album? E com’è che quello che fanno funziona?
Penso che ciò che li faccia funzionare come gruppo sia il fatto che siano dei rapper fantastici in senso tecnico. Per me, quando li ascolto, vado fuori di
testa perché i loro versi sono pieni di rime e di cose interessanti da dire e di momenti che ti fanno dire “Oh merda!”. Questo è il tipo di gruppo che sono
e ciò che mi aspetto da loro – questo livello alto di rap di abilità liriche e di scrittura. Questo è ciò che continueranno a fare. Non è da tutti, ma questo è
ciò che amiamo e ciò che i fans amano. Quindi continueremo a portare avanti questa cosa. Penso che il sound del loro prossimo album sarà più
coerente del precedente. Hanno lavorato con un gruppo più piccolo di produttori e Just Blaze ha supervisionato il tutto. Penso che avrà un sound più
coerente e strutturato.

L’attenzione della Shady all’inizio era focalizzata su Em e tutti quelli che gli erano intorno a Detroit. Che tipo di messaggio pensi abbia
mandato questo rapporto di successo tra l’etichetta e Detroit a tutti quelli che localmente cercano di entrare nel business della musica?
Ha mostrato che è possibile. Non tutti possono avere il tipo di carriera che Em ha, ma è possibile poter trovare la propria strada, avere il proprio
successo e riuscire a combinare qualcosa sia che tu venga da Detroit o da qualsiasi altro posto. Quindi se siamo ad essere una specie di ispirazione
per gli artisti, o per la gente che vuole avere un’ etichetta discografica, è incredibile. Questo è ciò che noi abbiamo avuto da Rick Rubin e Russell
Simmons e la Def Jam. Noi abbiamo guardato a loro, che ci hanno ispirato, ci ha ispirato quello che hanno fatto e la storia che hanno costruito. Se noi
riusciamo ad essere un altro esempio creando la nostra versione della storia, beh sarebbe una cosa meravigliosa.
Avete mai ricevuto delle pressioni da persone nell’industria di ridurre la vostra attenzione per Detroit? Vi hanno mai detto che vi sareste
alienati i fans fuori Detroit avendo un enfasi così locale?
Sì ci sono stati dei momenti in cui la gente ha pensato che eravamo di mentalità ristretta e che fossimo troppo concentrati a fare la nostra cosa. Ma
penso che questo sia ciò che ci rende unici. Abbiamo costruito il cuore dell’etichetta con gli artisti di Detroit e con i ragazzi che Marshall ha scoperto.
Quindi sicuramente qualcuno avrà detto ” beh ma è troppo di Detroit, fa troppo Eminem”, ma non importa. Non a tutti può piacere tutto. Noi facciamo
ciò che amiamo fare nel senso di tipo di artisti che mettiamo sotto contratto e speriamo che alla gente continui a piacere e ad apprezzare questa nostra
linea.

Come descrivi il tuo legame con Detroit? E il legame che Detroit ha con l’etichetta e Eminem?
Detroit è il simbolo, rappresenta lo sfavorito/ il perdente in partenza. E penso che Marshall, la sua carriera e la sua storia intesa come lotta e
guarigione, penso vada in parallelo con la storia della città. Non sto parlando solo della sua dipendenza, ma anche della sue lotte per riuscire a
diventare un artista conosciuto e rispettato. Non è stato facile. La gente ora lo guarda e dice “oh lui è una megastar, fa musica che suonano nelle radio
e vende quintali di copie”. ma c’è stato un periodo in cui non veniva preso seriamente in considerazione come artista e lui ha dovuto lavorare
veramente sodo per guadagnarsi il rispetto della gente letteralmente “rappandogli” in faccia. Lui dovette provare di essere il più bravo a rappare. E per
me personalmente, essere un ragazzo di Detroit che voleva fare l’avvocato nell’ambiente della musica ed entrare a far parte del business della musica
era vista come una cosa un po’ impossibile. Non molte persone riescono ad intraprendere questa strada e a lasciare il segno in questo campo di
lavoro, che è più ristretto rispetto ad altri. Non molte persone riescono a farlo non avendo frequentato un college della Ivy League, non avendo i giusti
agganci per trovare lavoro o una certa ricchezza alle spalle. Abbiamo dovuto entrambi lottare venendo da Detroit e guadagnarci il rispetto della gente
per riuscire a prendere posizione all’interno dell’ industria.

Si è parlato un sacco di riportare l’Hip-Hop shop a Detroit, il luogo che tu ed Eminem frequentavate per conoscere la scena delle rap battles
della città. ci sono delle chances che la Shady records contribuisca al ritorno dello Hip-Hop shop?
Beh lo supporteremo senz’altro. I negozi al dettaglio non sono certo al centro dei nostri affari, quindi non vorrei buttarmi in qualcosa di cui non ho
esperienza o che non abbia già provato di mio. Se le persone giuste si mettessero insieme e ci fosse la possibilità di poterne farne parte, certamente
supporteremo la cosa. Penso che i tempi ora siano diversi e penso che dovrebbe essere un tipo di negozio completamente diverso da quello che era a
metà degli anni ’90. Ma l’essenza di ciò che era penso che sarebbe ancora significativa per la gente, penso che risulterebbe ancora qualcosa di vero,
autentico, se fatto nel modo corretto.

Ho letto un’intervista in cui hai detto che conoscere Eminem quando è diventato sobrio è stato come conoscere una persona
completamente diversa. Com’è stato il processo?
Non è una persona diversa, in sé, ma è una versione molto diversa di se stesso. Penso sia importante per chiunque guardarsi indietro e rendersi
conto di come si sia arrivati al punto in cui si è. Penso che quando Marshall vada a visitare la casa in Dresden street o parli o vada a vedere posti
come l’Hio-Hop shop..sia un cliché, ma penso che bisogna sapere da dove si viene per sapere dove si sta andando. Penso che faccia bene ricordare
sia alla mente che all’anima cosa ci sia voluto per arrivare fin qui.

Hai ancora la cassetta di Infinite che comprasti da Em per 6 dollari quando lo incontrasti?
Non lo so se ho quella copia, ma so per certo che ho una copia di quella cassetta.

Che cosa hai imparato riguardo la lealtà in tutti questi anni in cui sei stato il manager di Em e cofondatore della Shady?
Non penso che la lealtà sia qualcosa che si impari. Penso che la lealtà sia una caratteristica comportamentale. Penso che si possa imparare qualcosa
sulla fedeltà attraverso il modo in cui ti muovi, da come e se ti comporti in un modo fedele e attraverso gli effetti che ne scaturiscono. Penso che per
Marshall e me, per far funzionare tutto questo e portarlo al livello in cui è, abbiamo dovuto veramente credere uno nell’altro. E una bella fetta di
quell’impegno deve essere lealtà. Ma aldilà di tutto questo abbiamo dovuto fare fede a ciò che eravamo nel profondo e a ciò in cui credevamo perché è
stata un’ esperienza pazzesca. Per me riuscire a continuare la nostra collaborazione, nonostante quello che avessi fatto per Em, quando la sua stella
stava cominciando a brillare è un tratto distintivo.”E’ un campo minato lì fuori, ci sono un sacco di squali, un sacco di individui e di organizzazioni
disoneste e poco raccomandabili. Quindi il fatto che che ce l’abbiamo fatta e che abbiamo fortificato il nostro rapporto nonostante tutto è uno dei motivi
principali per i quali siamo riusciti a far crescere questa compagnia.”
Stai cercando dei nuovi talenti per l’etichetta?
Continueremo a mantenere gli occhi aperti perché se si presenta qualcosa non vogliamo passarla a nessun’altro. Non c’è mai un momento in cui non
stiamo cercando o stiamo dicendo “abbiamo quel che abbiamo e questo è tutto.” Non si sa mai cosa potrebbe succedere.

C’è qualcosa che vuoi cercare di “raddrizzare”? Qualsiasi idea sbagliata o pregiudizio riguardo Em, l’etichetta, la visione dell’etichetta etc
che vuoi cercare di sfatare o qualsiasi cosa che ti rode?
Ci sono così tante idee sbagliate che circolano su Marshall. Non penso di avere tempo a sufficienza per discutere di tutte. Ma la cosa che mi fa
veramente incavolare a volte è come la musica sia diventata un prodotto usa e getta oggi. La gente è abituata adesso ad avere un acceso e una
gratificazione istantanea alle cose. La gente è viziata. Non penso che la gente realizzi la montagna di lavoro che ci vuole per portare le cose al livello a
cui noi le portiamo finchè non sono pronte per essere rilasciate nel mercato e “consumate”. Quando la gente è, non so se ci sia una parola per
descrivere questo, quando la gente non è rispettosa del lavoro e del processo che ci vuole, beh questo mi disturba. Non ci si può aspettare che la
gente guardi dietro la porta, ma ci vuole un sacco di lavoro perché la magia si compia. E vorrei solo che molta più gente se ne rendesse conto.

 

Traduzione a cura di nabii (Giorgia) per l’Eminem Italian Blog.
Riproduzione vietata.

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