AVVISO
L'eminem italian blog sta per tornare con una nuova versione
In corso restyling
Leggi l'avviso "lavori in corso"

Intervista di Eminem Al Rolling Stone Traduzione

traduzione-intervista-rolling-stone-mmlp2

Ecco la traduzione esclusiva dell‘intervista di Eminem rilasciata al Rolling Stone pochi giorni prima dell’uscita ufficiale del “The Marshall Mathers Lp 2“.

The Making of ‘The Marshall Mathers LP 2’. Slim Shady approfondisce il suo processo creativo dietro il suo ultimo album.

A Eminem mancavano un paio di giorni dal terminare il suo nuovo album, The MMLp2, (in uscita il 5 novembre), quando gli abbiamo parlato nel suo studio alla periferia di Detroit a ottobre. In questi estratti dalla storia di copertina di Rolling Stone, che sarà nelle edicole il 22 novembre, lui ci parla del processo di registrazione delle canzoni, del tornare biondo, del suo strano senso dell’ umorismo e di molto altro.

Sei contento dell’album a questo punto?
Questa è una domanda difficile amico. Per la maggior parte si. Ma non so se mi sento mai benissimo riguardo a un disco quando lo pubblico. Con ogni disco che pubblico, qualcuno mi deve togliere via [dal disco], perché quando ascolto la mia musica sento solo difetti. Come per esempio “Oh cazzo! Avrei potuto fare meglio questo o quello!”. E lavorerò fino alla morte per farla funzionare. Ovviamente se non fossi felice [della musica che pubblico] non la pubblicherei. Ma fin dall’inizio, da quando la mia carriera è cominciata, non so se mi sono mai sentito come “E’ esattamente così, come la volevo”.

In questa stretta finale, su cosa stai lavorando?
A nervosismi dell’ultimo minuto. Come “ Cazzo! La voce è sufficientemente alta? Si riesce a sentire cosa sto dicendo in questa parte? Il beat è ok? La voce è troppo alta?”. Se non potessi mixare nessun canzone e prendere esattamente le due tracce su cui ho rappato e pubblicarle, lo farei, perché niente è come la prima volta che la fai.

Ma non stai cambiando i testi, o roba simile? E’ solo una questione di suoni e di mixaggio?
E’ solo una questione di suoni che deve essere risolta per la maggior parte, perché quando decido di tenere una canzone, così è. Perché se non funziona, lo capisco subito, appena la ascolto in macchina e la porto a casa.

Quindi perché ti sei tinto i capelli di biondo, di nuovo?
Direi che è stata un’idea di Paul. Nelle fasi iniziali dell’album, ci avevo pensato. E quando le canzoni hanno cominciato a prendere forma, e il quadro si è fatto più chiaro [di come sarebbe stato l’album] lui mi lanciò l’idea e io risposi “ehi c’ho pensato anch’io, lo sai?”. E lui disse “Beh perché no?”. E io:”Non so come sembrerà. Non ce l’ho da quanti cazzo di anni? Cinque o sei. Mi sono abituato a vedermi scuro, lo sai no?”.  Allora ho provato e ho detto “Al diavolo!”

Apparire fisicamente in quel modo, ti ha aiutato e entrare nello stato mentale dell’album o ti ha fatto cambiare il modo in cui stavi registrando?
Onestamente no. Perché avevo già scritto la maggior parte delle canzoni. E non lo so se lo terrò [il colore biondo] o per quanto a lungo lo terrò. Per adesso è quel che è. Mi  pare che per adesso possa andar bene e che forse la gente lo capirà quando ascolterà l’album.

Per creare Recovery è stata buttata via un sacco di roba . Avevi registrato 100 canzoni, o perlomeno avevi 100 beats. C’è stata anche stavolta tanta roba cestinata?
Penso che in questo momento sto probabilmente lavorando più duramente di quanto abbia mai fatto nella mia vita. E probabilmente sto lavorando a questo album molto più duramente di quanto abbia mai fatto per un qualsiasi altro album, tranne forse nel periodo di The
Eminem Show, che è un periodo un po’ confuso perché in quel periodo stavano succedendo un sacco di cose. Ero impegnato con il disco e con il film 8 mile e la colonna sonora e con il risultato del film. Questo è probabilmente l’equivalente di quel periodo, ma tutto concentrato sull’album.

E’ pazzesco.
Una volta che sapevo la direzione che volevo prendere e sai, chiamarlo MMLp2, ovviamente sapevo che ci sarebbero state delle aspettative. Non lo avrei chiamato in quel modo, solo così tanto per farlo. Quindi volevo essere sicuro di avere le canzoni giuste per chiamarlo così. Quindi ho registrato un sacco di canzoni. Un sacco di canzoni che la gente probabilmente non sentirà mai. Abbiamo trovato dei “lavori in corso” lungo la strada. Il beat di alcune canzoni era uscito in rete o in altre il produttore aveva venduto il beat a qualcun altro o cose del genere. E quando finalmente pensi di aver finito e di avere il giusto numero di canzoni, torni indietro, ascolti l’album e dici “Cazzo! penso che l’album abbia bisogno di questo o di quello” , in modo tale da poter completare il quadro.

Un sacco di persone, forse anche tu, pensano che l’originale sia il tuo album migliore.

E’probabilmente il mio preferito. Penso che alcune di quelle canzoni siano le mie preferite per motivi diversi. Odio doverlo dire al riguardo di mio album, ma penso che i primi miei tre album abbiamo catturato, raccontato un periodo di tempo. E poi penso di averlo detto anche pubblicamente che Encore e Relapse invece non lo fanno – era un periodo diverso.

Sei stato molto duro con Relapse, ma Tyler, il nostro  creatore dice che è uno dei suoi dischi hip-­hop preferiti.

Lui ama quell’album.Si me lo dice ogni volta che lo vedo. Non odio quell’album. Voglio rappare e essere sempre in grado di fare del mio meglio dal punto di vista lirico, dei testi. Ma allo stesso tempo voglio trovare il giusto equilibrio tra questo e fare le canzoni giuste. E sai non lo so se avevo trovato quest’equilibrio a quel tempo, perché mi stavo disintossicando e stavo cercando di tornare sui miei passi, quindi un sacco di canzoni erano solo “ahah questo è divertente”. Sai, stai scherzando con i tuoi amici e tutto ciò finisce nell’album e tu ci ridi sopra.
Perché da quando sono sobrio – l’ho già detto in precedenza – sono in grado di pensare in maniera chiara, diretta. Quindi non so se quell’album rappresenti il mio lavoro migliore dal punto di vista lirico, dello scrivere canzoni che significassero qualcosa e che suscitassero un qualche tipo di emozione. Ho seppellito gli accenti. Solo che mi ero fissato con il tipo di pazza vibrazione data dall’alter-­‐ego del serial killer, e avevo deciso di attenermi a quella.

Con Recovery, ovviamente il mondo si è rivolto a te. Come ti senti adesso riguardo a quell’album?
Penso con quell’album di essere tornato a dov’ero forse durante l’Eminem Show, dal punto di vista creativo e della composizione delle canzoni, credo. Ovviamente Recovery è la stata la prima volta in cui io abbia mai lavorato con così tanti produttori, al di fuori della Shady. Apparte lavorare con Dre, volevo io stesso produrre le mie canzoni, perché produrre per me è divertente. Una delle cose fighe per me riguardo a quell’album è stato ricevere dei beat che avevano già un ritornello. E’ una sfida per me sentire il ritornello scritto da qualcun altro e cercare di interpretarne le parole. Perché per quanto riguarda i miei ritornelli, io so già di cosa parlano quando li scrivo. Il mio modo di fare musica, indipendentemente dal tipo di beat o dal fatto se piacerà o meno, il mio obbiettivo è sempre quello di spingere il più possibile dal punto di vista lirico (dei testi). Quindi se il beat è uno di quelli che possono funzionare alla radio, io non dico beh è un beat da radio quindi scriverò qualcosa che gli faccia da spalla ( che si possa vendere facilmente). Mi avvicino a una qualsiasi canzone sempre dal punto di vista di un Mc.

Allora come sei arrivato alla decisione di chiamare questo album il sequel di The MMLp? Come mai hai deciso di renderti la vita così difficile?
Beh ecco che cos’è: non è necessariamente un sequel.
Ok.
E’ più una rivisitazione – questo è un periodo diverso della mia vita. Quindi non ci saranno continuazioni di ogni canzone o cose del genere. Per me si tratta di nostalgia, di catturare la vibrazione [di quel periodo]. Una delle mie nuove cose preferite da fare è sperimentare con nuovi e vecchi breakbeats e suoni, e roba vintage, e cercare di renderli attuali, moderni.

Quindi la decisione di cercare  Rick Rubin viene da quella direzione? Pensavi  tipo: “perché non tornare  indietro alla fonte?”
Paul mi aveva accennato che lui sarebbe stato interessato a fare qualcosa insieme e lui ci ha parlato e io ero tipo “Cazzo amico!”. Un’altra cosa che caraterizza questo album è che sono tornato a produrre di più. In Recovery volevo concentrarmi di più sullo scrivere, senza preoccuparmi dei suoni. In Relapse aveva fatto tutto Dre praticamente.
Quindi ho ricominciato a produrre un po’. Mi trovavo in questa situazione, [in cui stavo sperimentando con dei suoni] quando Paul ha menzionato il fatto che Rick sarebbe stato interessato a lavorare con me, quindi non so se Paul ha chiamato Rick o viceversa, ma appena ho sentito che lui era interessato, ho detto : ”fammi finire questa cosa e andiamo a incontrarlo”.

Hai sopranominato Rick “Yoda”-­ c’erano ancora cose che potevi  imparare da lui a questo punto della tua carriera?
[ Con la voce di Yoda] Imparato io avere!
Beh si, la parte migliore della vibrazione di Rick è che è molto zen, nel senso di lasciamo che le cose succedano. La cosa strana è che 9 volte su 10 sapevamo immediatamente se qualcosa
non funzionava, e di conseguenza non andava bene. E’ come se fosse un allenatore.

E’ un tipo molto mentale/ psicologico, vero?
Sì, il tipo si toglieva le scarpe tipo. [Ride]. Lavorare con lui è molto rilassante, lui non ha paura di provare niente. Mi sono sentito come mi sentivo una volta, e ancora mi sento oggi, cioè voglio ancora sorprendere Dre. Abbiamo parlato a casa sua e poi siamo andati direttamente in studio e abbiamo cominciato con dei breakbeats. Gli ho detto che avevo cominciato a sperimentare con delle sonorità retro. Quindi ci siamo seduti e abbiamo cominciato a scegliere dei suoni e io magari poi cominciavo a scrivere qualcosa su di essi e la volta
successiva ci incontravamo e cominciavamo ad aggiungere altre cose. Il tipo ha un sacco di idee, sai. Una delle cose più belle del suo sound sono le “scratchate” alla Rick Rubin. Quando lui scratcha qualcosa, è come se fosse una “robaccia” perfetta . Non che sia fuori tempo o cose del genere, è solo che è fottutamente strana. Non so neanche come spiegarlo. Sai solo che lui ha scratchato qualcosa. E’ una scatchata semplice, una roba di base, ma è così dannatamente figa quando la senti. E in più è una cosa vintage, e lui sa da dove provengono molti di questi suoni.

C’erano tutte le vecchie drum machines in giro per il suo studio?
Oh sì, ha della roba veramente figa nel suo nascondiglio. Sì. Decisamente.

L’hip-­hop è cambiato da quando tu hai cominciato a produrre – pensi che i beats che stavi facendo  da solo fossero influenzati da roba più nuova?
Non necessariamente, perché io faccio solo quello che mi sembra giusto. Ovviamente faccio attenzione a cosa succede intorno a me , e a cosa succede lì fuori, ma non voglio mai assomigliare o copiare quello che qualcun altro sta facendo. Senza offesa per nessuno.

Quindi praticamente, se là fuori ci sono delle nuove influenze le lasci arrivare a te attraverso gli altri produttori, ma la tua roba è la tua roba.
Sì, esattamente. La roba che suona più “di moda” la lascio a loro. Non che la mia roba non sia attuale, ma non è la stessa cosa. E penso comunque di essermi aggiornato anch’io.

Nella canzone Legacy parli in dettaglio di te da bambino. Che cosa richiede tornare  a quello  stato mentale alla tua età?
Cerco sempre di fare musica nella quale si possa identificare il ragazzino a cui dicono “Non vali un cazzo” o che è vittima di bullismo. E’ una di quelle canzoni che ti caricano, che ti fanno sentire potente, forte. Tutti penso vogliano mostrare al mondo che “un giorno sarò questo, un giorno sarò quello”. Tutti hanno degli obbiettivi, delle aspirazioni, e tutti si sono trovati in un momento nella loro vita in cui nessuno credeva  in loro. Tipo se non ti hanno mai preso a calci, o cose del genere, se non hai dovuto affrontare delle…

Tribolazioni.
Tribolazioni e cose del genere, allora sei perfetto e fottiti comunque.
Quindi tutti si sono trovati in un momento in cui si sono sentiti esclusi o proprio non calcolati. Tipo “ Non conti niente”. Ah si’? Adesso ti faccio vedere.” Quindi si trattava di incorporare questa idea nell’idea della mia eredità -­‐  di quello che lascio dietro di me quando me ne sarò andato. E io ho sempre rispettato gli altri rapper per le parole che mi hanno dato. Ci sono un sacco di canzoni che mi hanno aiutato a superare dei momenti difficili.

Mi piace come fai rimare onyx con comics in quella canzone.
Non so se qualcuno se ne accorgerà, perché è una roba da super nerd, ma le parole che fanno rima in quella canzone non cambiano mai. E questa è una di quelle cose che faccio per sfidare me stesso. Volevo provare a fare un intera canzone in cui le parole che rimano non cambiano mai.

Hai lodato l’evoluzione dei Beastie Boys, ma non sembra  che tu avrai a breve un momento del tipo “ il poco rispetto per le donne deve finire”.
Ascolta il mio senso dell’umorismo non è scomparso. Io so di essere un adulto, un uomo cresciuto, e non lo so cosa starò facendo tra un anno, o fra 10 anni, ma non penso che il mio umorismo non se ne andrà mai via. Penso che sia parte della mia personalità. Voglio sempre che ci sia un qualcosa di divertente nella mia musica. Se una canzone è più dark , o tratta un argomento triste, non voglio fare un intero album di canzoni così. Ma non voglio neanche fare un intero album in cui ci sia troppa arroganza. Devi sempre cercare il giusto equilibrio, e su questo è stato impostato il processo creativo di questo album, per quanto riguarda la sperimentazione. In altre parole, registrare e registrare finchè non ottengo ciò che voglio.
E se registro 100 fottute canzoni e penso che non ho quello che ci vuole per costituire il corpo dell’album, allora vado avanti e continuo a registrare.

Hai scritto un sacco di ritornelli, e ne canti anche qualcuno.  Da dove viene il tuo senso della melodia?
Questa è una buona domanda. Direi che deriva dall’hip-­‐hop della prima ora. I rapper cazzeggiavano sempre con delle melodie, almeno per quanto riguarda l’hip-­‐hop con cui io sono cresciuto. Non conosco le chiavi di una tastiera o che nota è questa o quella. So solo canticchiare qualcosa. Ma penso che derivi [il senso della melodia] da tutti gli elementi che ho raccolto dalla musica che ho ascoltato negli anni. E sai, penso che da quando l’hip-­‐hop ha cominciato a evolversi, ci sia più melodia in esso, la gente ha cominciato a cantare i ritornelli.

Anche per esempio il primo Slick Rick –[canta] “Hey giovane mondo”– quel tipo di cose. Forse a volte l’ho preso [il senso della melodia] da qualche altra parte, non lo so.

Forse è puro istinto.
Onestamente, probabilmente è così. Non voglio sembrare arrogante, ma non so veramente da dove venga, mi capisci? Non sono un vero e proprio cantante. So riconoscere solo ciò che intonato e ciò che è stonato.

C’è Kendrick Lamar nel tuo album, eri preoccupato in qualche  modo che lui potesse metterti in ombra?
Rispetto completamente ciò che Kendrick fa, e il fatto che lui sia con l’Aftermath è assolutamente comprensibile. Lui è venuto a Detroit, abbiamo parlato e cominciato a ingranare un po’ e io ho subito capito com’era, e sai, lui è stra cool e molto umile. Quando abbiamo fatto quella canzone, penso che fosse giusto una settimana o 2 prima che lui facesse il suo pezzo in “Control”.

C’è qualche  consiglio che gli daresti a questo punto?
Non so se lui abbia bisogno di consigli. Lui sembra proprio avere la testa sulle spalle, amico. Lui è molto intelligente, e ciò lo si evince dal modo in cui ha messo insieme il suo album. Lui è un patito di hip-­‐hop, gli piace proprio l’hip-­‐hop. E il modo in cui lui ha fatto il suo verso in “Control”, se tu ti arrabbiassi per quello che dice, sembreresti stupido, perché lui dice quello che ogni Mc pensa, o dovrebbe pensare.

Fondamentalmente, ti senti come un dio del rap o come un disadattato?
Penso di passare da uno all’altro nel giro di un’ora o da un giorno all’altro. “Rap God” dall’inizio alla fine è tutta ironia. Quindi, voglio davvero sentirmi così? Forse qualche volta. Ancora una volta si tratta di chiunque faccia rap competitivo, che fa questo solo per sport, e voglia essere il migliore. Questo è il motivo per cui il verso di Kendrick funziona così bene perché dice semplicemente quello che ogni rapper pensa già. Se non vuoi essere il migliore, allora per cosa “rappi” a fare?

Traduzione a cura di nabii (Giorgia) – Riproduzione vietata

Copyright © Eminem Italian Blog

8 risposte a Intervista di Eminem Al Rolling Stone Traduzione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Benvenuti nell'eminem italian blog, uno spazio interamente dedicato a Marshall Mathers, il rapper bianco più discusso e controverso sulla scena musicale. ATTIVO DAL 1 SETTEMBRE 2009.

Segui il blog su Facebook e Twitter per essere sempre aggiornato su Eminem!

Donazione

Aiutaci se puoi a sostenere il blog con una donazione.

TRADUZIONI MMLP2

eminem-marshall-mathers-lp-2-tutte-le-traduzioni

Chat

Contatore Visite

Grazie per aver visitato il blog e un grazie speciale a tutti coloro che vi partecipano e lo tengono vivo quotidianamente.